
Quando qualcosa dentro di noi cerca voce, il corpo spesso è il primo a parlarne.
Insieme possiamo imparare ad ascoltarlo
Mi occupo di percorsi psicologici ponendo particolare attenzione al corpo e all'impatto somatico sulla soggettività
Quando si attraversano momenti difficili, non sempre il disagio si presenta come un grido: a volte è un equilibrio che lentamente va incontro a una rottura e sentiamo non esserci più.
Può manifestarsi attraverso uno stato di stanchezza lieve ma costante di cui si fatica a trovare una spiegazione, oppure momenti di agitazione improvvisi, uno stato d'ansia che si affaccia fin dal mattino, una sensazione di vuoto a cui è difficile dare un nome.
Altre volte invece è il corpo a parlare per primo: compaiono tensioni, blocchi, insonnia, un respiro corto o una gola chiusa.
In questi momenti può essere utile uno spazio in cui fermarsi per ascoltare, per dare forma a ciò che chiede attenzione, senza fretta e senza giudizio.
Il mio lavoro inizia qui, ma il nostro si costruisce a partire da te.
Ma prima...
...è importante ricordare non esistono ricette o formule preconfezionate: ogni percorso si costruisce nel rispetto dei tempi e delle esigenze della persona, sulla base delle risorse e del grado di disponibilità soggettivo.
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Nel lavoro che si andrà a co-costruire assieme, l'obiettivo del lavoro non sarà eliminare il sintomo perché sarebbe come invitarlo a uscire dalla porta e rivederlo entrare dalla finestra.
Ecco perché ritengo fondamentale procedere innanzitutto accogliendo la persona con il suo vissuto che verrà poi calato in uno spazio di ascolto rispettoso.
Quale lavoro si può fare insieme?
Se qualcosa di ciò che hai letto fin qui ha risuonato in te, parliamone
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